Cattivi pensieri sull'orlo dello strapiombo Funamboli noi su corde tese, tese fra cattivi pensieri tenaci paletti di legno piantati al suolo con corde tese sul baratro
Sto ancora decidendo se essere... il chi o il cosa sarà un pensiero postumo
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scivolando sulle solite canzoni incanalate dentro svogliate ripetitività.
Il sovrappensiero è non cambiare il cd in auto e rimandare le pulizie, fermarsi un attimo gamba ciondoloni su di un muretto lontani dal traffico e dalle serate mondane...
...chi cosa come quando...
si vorrebbe scrivere una storia, intrigante, coinvolgente e scorrevole... perchè?
le esigenze si assottigliano, si ammassano, si stringono e si accalcano, sono acqua che esce da una bottiglia...
l'esigenza più incombente: dormire. un'altro giorno, un'altra ora, un'altra musica forse.
un'idea originale, uno stimolo, un paio di scarpe nuove, un percorso nuovo.
in attesa di...
condensazione, come i temporali che caricano d'energia elettrica l'aria... i film che vedi e rivedi, le pagine interrotte a metà, le telefonate la mattina, la tranquillità interrotta.
chiusi dentro giochi d'egoismo... abbiamo maschere d'anarchia e non curanza... in perfetta sintonia con l'aria carnascialesco.
Dio ci salvi dal folk, dai post-comunisti e dal provincialismo
le parole, quelle migliori dico, finiamo per perderle trascurandole in alcuni post sbornia o in quei rientri dove la scommessa con te stesso è trovar la forza e la voglia di toglierti le robe di dosso. Persi nel doverismo e nel senso di colpa, nel rammarico di cose non dette o dette troppo in fretta e di quelle non fatte o fatte male.
...è il vizio dei dentisti parlarti mentre non puoi rispondere per via della bocca spalancata piena come una ferramenta. il discorso fila tutto: il prezzo, la trascuratezza e il grosso margine di guadagno.
...un'onesta vanità...
ma siamo a confronto con mondi e lingue diverse... satelliti in orbita impegnati a far parole crociate perchè stufi di puntarsi su qualcosa / qualcuno.
L'ennesimo bar, l'ennesima birra, immersi in un gioco d'abilità dove la frutta scappa e si svincola.
E' un tavolo da poker dal quale esci in pareggio lamentado una pessima giocata senza punteggi particolarmente brillanti basando le tue vincinte su una doppia coppia.
I-I wish you could swim
Like the dolphins-like dolphins can swim
Though nothing-nothing will keep us together
We can beat them-for ever and ever
Oh we can be heroes-just for one day
I-I will be king
And you-you will be queen
Though nothing will drive them away
We can be heroes-just for one day
We can beat them-just for one day
I-I can remember
Standing-by the wall
And the guns-shot above our heads
And we kissed-as though nothing could fall
And the shame-was on the other side
Oh we can beat them-forever and ever
Then we could be heroes-just for one day
We can be heroes (3X)
Just for one day
We can be heroes
We're nothing, and nothing will help us
Maybe we're lying, then you better not stay
But we could be safer, just for one day
Oh, oh, oh, ohhh-oh, oh, oh, ohhh, just for one day
Oh, just for one day
David Bowie - Heroes
spesso l'esserci è una semplice conseguenza dell'esser ancora in vita, la disponibilità è una cosa differente
sbornia triste blues
vecchie canzoni fra le dita
confuse fra parole il bilico sulla punta della lingua
come tuffatori su un trampolino
un doppio carpiato fra i sorsi dalla bottiglia
i malumori sono barche di carta rivestite di paraffina
che risalgono e galleggiano
e più beviamo e più vengono su
sbornia triste blues
era l'attesa di un treno
l'attesa in strada fuori da un portone
era l'indefinito scrorrere come la musica in luoghi di transizione
sbornia triste blues,
un'altra birra per favore
The sky seems full
When you're in the cradle
The rain will fall
And wash your dreams
Stars are stars
And they shine so hard
Now you spit out the sky
Because it's empty and hollow
All your dreams
Are hanging out to dry
Stars are stars
And they shine so cold
I saw you climb
Shadows on the trees
We lost some time
After things that never matter
I caught that falling star
It cut my hands to pieces
Where did I put that box
That had my name in it
I saw you climb
Shadows on the trees
We lost some time
After things that never matter
Cards are played
And the clock's real heavy
Say you're numb
Make another day
You came here late
You've gone home early
Who'll remember now
You've gone away
Gone away
Gone away
Echo And the bunnymen - Stars are Stars
è un pensiero frammentato come una notte di sonno non goduta come l'interruzione del riposo prima che il suo andamento sinusoidale raggiunga l'apice per poi ridiscendere come un auto che, spegnendosi sul un fianco della collina, finisce per scendere in retro piuttosto che superare la salita e proseguire in discesa...
...è un auto in corsa... mentre qualcosa non va, mentre cerchi con una mano qualcosa nel cruscotto e con l'altra guidi e badi alla strada... come quando stai tentando di telefonare e non trovi il numero in rubrica e la ricerca, dal tatto, cambia sfere sensoriale impegnando vista e attenzione... e guidi e cerchi e provi...
l'auto in corsa...
...qualcosa non va...
te ne accorgi in corsa... e nelle soste s'enfatizza... è propagazione di gas, di suono.. è l'esplosione di un barattolo di vernice nella tangibilità del suo colore...
ed è un perimetro dentro cui sei chiuso, stretto... dentro cui cerchi con mani, occhi, lingua e naso... che tanto il gomitolo si scioglie prima o poi... e non è tanto difficile trovare il principio alle volte quanto, il trovare il gomitolo stesso.
...e l'augurio è sempre che il poi non sia troppo poi e il prima venga prima di quanto si speri.
ho visto sogni gocciolare dalla pelle come in giornate estivo afose, confusi fra il fumo che ripara e impregna i vestiti, rifratti attraverso il vetro di bottiglie e bicchieri, protetti dentro quattro mura di silenzi e intime confessioni, colorati da sorrisi e profumi come dentro ad una pentola mischiati a spezie e aromi...
...e intanto guardi l'orologio affannarsi e fermarsi stremato fermando le lancette con un dito che per le fretta s'è portato troppo in avanti...
...e questa serenità riflessa... che il tempo è meglio che non scorra adesso...
datemi una passione... cercherò d'evitare i vecchi errori sperando che siano fermentati in esperienza... son così stufo di mondi dolcificati dieteticamente e racchiusi in porzioni monodose.
oasi, miraggi, effetto fata morgana... è l'aria rarefatta e torrida che danza risaltando ai tuoi occhi e confondendo idee, pensieri e parole sviando da ciò che è vero lasciando ampi spazi per i dubbi e gli errati presupposti.
qualcosa cambia
ma è ben marcata l'assenza di retroattività mentre modelli ombre e forme con contorni familiari lasciando che certi pensieri si allontanino con passo felino attraversando strade e calendari; perchè tutto è ben diviso per ere come la storia del mondo e, le necessità hanno aspetto coriaceo e ben più gravoso...
...solamente un pò di zucchero in meno... perchè tanto finisci per perdere il filo del discorso e pigramente cambi idea...
è un temporale fra le dita che tradisce la placidità di uno sguardo e certi sorrisi che sembrano feste di paese confuse fra l'odore di zucchero filato e lo schiamazzo dei bambini accalcati vicino le giostre mentre con una mano tirano i vestiti della mamma e con l'altra indicano l'oggetto dei loro desideri.
...problemi di dormiveglia, dice... e nel dire si ripensa alle presunte abitudini del dormir poco e divertirsi con l'enigmistica, ridendo sul vederle confutate in un'oziosa giornata qualunque... qualunque per il resto del mondo al di fuori, coperto dalla pioggia battente chiuso dietro vetri oltre i quali qualcuno osserva e appanna con i respiri...
che in fondo è un non tempo incastrato dalle eventualità e sopraffatto dalla fortuna.. non luoghi come certe stanze con finestre semi aperte su un pomeriggio tardo primaverile con il sole che s'intromette prepotente fra le fessure della tapparelle...
...solo un altro caffè... un altro caffè per risparmiare sugli sbadigli...
al puzzle mancavano pochi pezzi... non ci si può accontentare di incastrati molto imperfetti
Dentista blues
uomo la tua Donna richiede attenzione
ma accarezzi la tua PSP e non la sua schiena
uomo in coda dal dentista
il tempo corre sotto luci bianche
il divano mi ingoia
e il tuo arnese ludico ingoia la tua donna
strano come
ai vertici della catena alimentare
ci siano un sofà e un videogioco
uomo, la tua Donna conta le sue tessere plastificate
gioca a non pensare
e io morso dopo morso mi nascondo fra i cuscini
che non c'è una Donna qui con me
ma un divano è meglio di quell'aggeggio
con o senza Donna
e la luce bianca
l'orologio fermo
...sono maledettamente comodi questi cuscini
un giorno, pensi ad una valigia, quieta in pace lontana da sguardi e occhi e tentazioni e ogni sorta di interazione con spazi e situazioni.
come un cane che si sveglia e abbaia tanto da destare tutto il vicinato e oltre mentre nella frenesia tiene tesa la corda che lo vincola al suo perimento vitale, quella valigia entra all'interno di uno schema che è anche uno schema ricorrente spesso dimenticato come certe cose che ingenuamente nascondi sul fondo del cassetto della biancheria o sul fondo del cesto della roba da lavare o da stirare...
...la valigia ti abbaia contro...
rivendicando un'importanza trascurata, un'ipotesi non valutata, una soluzione con considerata.
Acquieti il suo appetito d'attenzioni, di cibo e di vita riempiendola e portandola in giro mentre in giro ci vai anche tu con lei distogliendo i tuoi pensieri concentrandosi solo su quella valigia che non sbraita più.
E poi giungi...
...il dove ha un valore subordinato... subordinato alla nostra distrazione e esplorazione e quell'attenzione nei nuovi dettagli... e intanto svuoti la tua valigia, superi l'impatto dell'ambientazione iniziale e come un pesce rosso in trasferta passi del tempo immerso a bagno maria nel nuovo ambiente restando all'interno della tua boccia-roulotte.
Poi esci...
abbandoni valigia, boccia, acqua e anche i vestiti del giorno che aspetteranno una lavatrice e un giro sotto il ferro da stiro.
Capita che t'annoi... non ci fai caso inizialmente ma, le suole delle scarpe si logorano visivamente sotto il peso dei passi sempre più trascinati. La tua valigia se ne accorge prima di te.
La valigia è la migliore amica del rom e, come tale, riprende ad abbaiare per svegliare il padrone.
...gli uomini ci tengono ai loro brutti ricordi, a tutte le loro disgrazie e non si può tirarli via di lì. Gli tiene occupata l'anima. Si vendicano dell'ingiustizia del loro presente accanendosi sull'avvenire nel fondo di se stessi a palle di merda.
Celine - Viaggio al termine della notte

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